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Il lago di Garda Il ritorno

Molti si chiederanno come può essere il libro, Appena uscito su Amazon, di Francesco Gnutti intitolato ” I misteri della perla Lombarda. Diciamo che è un vecchio lavoro, nasce come Lago di Garda alla scoperta di un paradiso lacustre per evolvere in Porcina. Purtroppo, anche a causa della scarsa conoscenza editoriale come esordiente, il libro, malgrado le sue vendite siano sono state numerose come per altro i pareri positivi, appariva non curato, generalizzante e persino scontato con una dialettica da Osteria, se mi passate il termine. Salterino senza un filo conduttore logico e un discorso discontinuo che portava il lettore ad non avere una idea chiara di cosa stava leggendo ma lo lasciava con ancor più domande e dubbi. Malgrado si sia cercato di mantenere lo stile originario con interventi e riferimenti a chi, con molta premura mi ha assistito nella sua creazione, il nuovo libro è molto più chiaro. Rispetta determinati punti e, almeno grammaticalmente ha una dialettica più Italiana e meno Italiacana correggiuta. Questa è la prova di come, anche un esordiente, con scarsa esperienza e non avendo mai fatto una scuola o un corso, solo con le sue forze sia riuscito a migliorare. Questa è una cosa positiva in quanto il lettore non ha solo l’occasione di vivere una discreta avventura, informarsi su di un qualcosa che magari non conosceva ma al tempo stesso cresce con L’autore.

Come potete vedere anche la grafica della copertina cambia, rimane solo l’immagine del profilo che, molti non riescono a capire. Lo scrittore si vede poco mentre un Huski, (ANche se è un malamut arrogante e criminale haha) è ben in risalto. Questo per sottolineare il carattere dello scrittore che è molto legato a Maya, rappresenta la sua famiglia, rappresenta l’angelo custode della sua Kasia e del suo Matteo. Senza di loro non sarebbe qui. Ora perché fidarsi ancora? Perché credere in una persona che per molti anni si e presentato come uno scrittore da quattro soldi? Sapete come si dice tutti possono cambiare. Basta crederci e lavorare duro perché questo avvenga. A volte però Queste rassicurazioni non bastano quindi dobbiamo affidarci a fatti concreti, palpabili e inconfutabili ecco perché, l’autore mette a disposizione la Prefazione e il primo capitolo così da mostrare chi è e come è cambiato. Buona lettura.

Dedica

Voglio dedicare questo Libro a Katarzyna Witkowska, mia moglie senza di lei non avrei mai trovato il coraggio di scrivere e rivedere questo primo libro che per molti anni ha fatto il tutto esaurito. Ringrazio anche Muri3le Band musicale che mi ha dato l’ispirazione con il suo Vuh di riscrivere ciò che per anni mi ha reso famoso anche se non avevo l’esperienza per produrre un libro privo di errori e commercialmente adeguato.  Grazie a tutti ma l’ultima dedicata è per l’amore della mia Vita, Leyla la nostra nipotina che ha riportato la gioia sul viso mio e di nonna Kasia. Ti amiamo Leyla questo è tutto per te.

Prefazione

Per più di cinquecento anni e stata documentata la presenza di creature mostruose che abitavano il lago di Garda. Queste creature, che normalmente sono racchiuse in libri di fantasia e romanzi a tema, hanno alimentato miti e leggende degli abitanti del Garda, per lo più anziani che ricordavano strani eventi realmente accaduti; pescatori o normali persone che navigano sul lago e giurano di aver visto creature di ogni tipo. Creature che sembrano essere sfuggite dai quelle pagine romanzate fatte di dragoni marini e mostri centenari come ad esempio Nessi. Il lago lombardo è un ecosistema molto fragile, deteriorato dall’ inquinamento, dalla pesca incontrollata e dà i molti rifiuti che vi si trovano, abbandonati senza cura. Noi dobbiamo vedere il nostro lago come la nostra carta d’identità, la nostra impronta digitale. Tutta la storia della nostra penisola, della vita animale e della flora li rinchiusa nel famoso lago lombardo. In sintesi, il Garda è un ultimo paradiso che madre natura ci ha donato.  Abbiamo la responsabilità di proteggere la nostra preziosa eredità. In questo libro cercherò d’illustrarvi il perché. Il lago rivela i suoi segreti solo a chi saprà realmente ascoltare. A questo punto è doveroso chiedersi cosa stiamo cercando, una Anguilla Gigante ? Un pesce Siluro ? Un lontano cugino di Lochness, che tutti noi sappiamo sia stato identificato come un plesiosauro ?  Fino a dove dobbiamo arrivare per trovare la verità e di quale tipo di avvistamenti stiamo parlando ? Questi avvistamenti e tutte le testimonianze che costituiscono la maggior parte delle leggende di cui il Garda è saturo sono collegati fra loro ? Hanno una struttura comune che li unisce ? Cercheremo di affrontare insieme queste domande dando una concreta risposta, per concreta risposta non sto parlando di superare la razionalità e sprigionare una inappropriata fantasia ; i racconti in genere Horror-Fantasy lasciamoli al grande autore di Horror Stephen King visto che è il suo lavoro ; io sono uno scrittore e come tale mi devo attenere a fatti concreti. Mi occupo da anni oramai di indagare, per scrivere i miei libri, su tutto ciò che sfiora il surreale al fine di appurare se siano montature pubblicitarie in favore di campagne Marketing, oppure se siano reali e quindi i protagonisti siano palesemente esistenti ; oppure se appartengono ad un parto di una isteria di massa e di una elevata esagerazione causata da una ossessiva voglia di credere in qualcosa di anomalo di bizzarro che cambia la nostra concezione di realtà. Quindi cerchiamo di conoscere più da vicino quello che viene conosciuto come la perla Lombarda meta turistica scelta da tedeschi, Inglesi, olandesi e molti altri.

Francesco Gnutti

Il lago di Garda

Il Garda conosciuto come Benaco è ancora oggi considerato il più grande lago di’ Italia; viene paragonato come il mare Mediterraneo d’acqua dolce, proprio per il suo clima e per l’ambiente ecologico che esso stesso rappresenta. Il Garda, fa parte dei tre laghi Lombardi, Lago d’Iseo, Lago D’idro, e appunto il Garda. A quanto sembra il suo vero nome, come ci conferma Madama Storia, sembra, sia Benaco, che a sua volta prende il nome da una divinità Celtica con un passato mistico, che riemerge in base ad alcune testimonianze della gente locale come ad esempio alcuni pescatori del luogo i quali hanno rivelato che secondo loro, Benacus e Nettuno non se ne siano mai andati dal lago e continuino a proteggerlo, ha conferma di queste affermazioni vi è la storia la quale narra appunto che fu costruita proprio in onore di questo Dio. La presenza di una divinità celtica a Brescia non è così singolare come si può pensare, visto e considerato che Brescia e Bergamo sembrano prendere il nome dal dio Bergamus, ovvero il Dio delle montagne, quindi, da questo particolare possiamo capire quanto profonda è la nostra storia che conduce addirittura alla cultura Celtica, cultura che sembra prendere sempre più piede sul territorio Bresciano visto anche le molte feste a tema che si svolgono su tutto il territorio.

1. Spirito Celtico

Zeus e Poseidone)

Il Mare è un silenzioso complice di tutti coloro che sanno come e quando perdersi nelle sue frastagliate e violente Onde. Come dicono molte canzoni, il mare sa custodire bene i suoi segreti e forse non tutti sanno che il mare Mediterraneo è il centro di interesse dell’Odissea. Mi piace ricordare le gesta di Ulisse che, secondo le leggende, offese il dio Poseidone accecando Polifemo, ciclope figlio del dio del mare. Oppure Ercole figlio di Zeus il quale avrebbe posato la prima pietra angolare del Castello di Brescia, luogo in cui sono esposte le statue di Poseidone (o Nettuno) e la famosa Vittoria Alata. A proposito di antichità in relazione alla storia lacustre che, come è noto, risulta essere un tema a me particolarmente caro, è interessante ricordare che gli antichi romani, a partire dal I sec. a.C., chiamarono BENACUS il lago di Garda. Quella era l’epoca in cui avvenne la colonizzazione dei territori veneti. Fu Virgilio che, nelle sue Georgiche e nell’Eneide menzionò il lago, definendolo “Benaco che si gonfia con flutti e impeto di mare”. Anche per questa relazione tra storia lacustre e memoria antica, il Garda viene considerato il cosiddetto “Gioiello per i Sub”. Quello che molti non sanno è la correlazione fra il dio del mare, Poseidone, rappresentato nel museo Bresciano romano in via musei, insieme ad Giove e Afrodite. Ultimamente hanno scoperto un nuovo luogo di dimora, vuoto e che si creda ospitasse un’altra divinità. Ma le curiosità non finiscono qui sotto la superficie del lago, infatti si trova una statua simile al cristo che troviamo in statua in spagna. Guardandolo con attenzione vediamo che assomiglia di più al dio del mare Poseidone. Tornando al nostro lago, antico forse quanto il Castello di Brescia, si sa che il castello sia databile prima della età del Bronzo ma ancora oggi è indefinibile la sua origine. Questa meraviglia Lombarda ha una superficie di 370 km, solo il Lago di Como lo supera andando al primo posto. Questo permette al nostro lago di nascondere i propri segreti come ad esempio statue, reperti relitti di varia natura e strane creature avvolte nel mistero. Partiamo proprio dai relitti che abitano silenziosamente il nostro lago da anni o a volte decenni. Parliamo di Aerei.

 Nelle acque lacustri, si può trovare anche un aereo della seconda Guerra mondiale, comunque non è l’unico caso, e trascrivo la notizia così come è scritta per autentificarne le veridicità :

Fonte : Brescia oggi Data pubblicazione : Dom, 07/08/2005

Il fondale del Garda è sempre fonte di ritrovamenti e generoso di sorprese. L’ultima riguarda la scoperta di un aereo del secondo conflitto mondiale che le sue acque racchiudono ormai da sessantanni. Questa volta, dopo le molte bombe che sono state scoperte in questi ultimi periodi, il noto ritrovamento consiste in un velivolo, che dalle caratteristiche è indiscutibilmente un caccia Spitfire, un aereo che ha reso famosi i piloti della Raf, la Royal Air Force. La casuale scoperta è stata fatta nel maggio scorso da tre esperti istruttori del Benaco che fanno parte del Leonessa Diving Club di Padenghe : Ignazio Zoda e Luca Pedrali, residenti nella bassa Bresciana, e Roberto Greco di Brescia. I tre istruttori stavano effettuando un’immersione in profondità al largo della Rocca di Manerba e, quando si trovavano a circa ottanta metri di profondità, hanno intravisto a profondità ancora maggiore tra il fondale fangoso la sagoma di un velivolo.

« Non abbiamo potuto avvicinarci »

 Spiega Ignazio Zoda, uno dei tre istruttori e continua :

« Perché eravamo ormai a fine immersione e dovevamo risalire. Siamo rimasti a 5-6 metri di distanza, perché a quella profondità è difficile ogni movimento e il campo visivo è ristretto. Era la sagoma di un aereo bellico del passato e abbiamo scoperto che si trattava di uno Spitfire dalle ricerche che ha fatto un mio amico ».

 A questo punto la storia con la S maiuscola irrompe nel racconto del ritrovamento bellico. Infatti le notizie storiche rivelano che durante il combattimento del 21 ottobre 1944 un caccia dell’aviazione della Repubblica di Salò intercettò e abbatté uno Spitfire: ma l’aereo non fu mai rinvenuto. Il velivolo ritrovato per caso a sessant’anni di distanza potrebbe essere quello, ma per ora non ci sono certezze. Qualcosa in più si potrà sapere solo quest’inverno, quando i tre istruttori si sono ripromessi di scendere con un’immersione in verticale mirata.

«È possibile che altri sub abbiano notato il relitto»

prosegue Ignazio Zoda

«ma molto dipende dalla situazione delle correnti, che varia quotidianamente, e possono coprire o scoprire il relitto. Ora dobbiamo riprogrammare a tavolino l’immersione, allenandoci bene, perché a certe profondità non si improvvisa nulla».

Nella prima immersione i sub hanno anche notato che l’aereo è integro, non mancano parti rilevanti, nemmeno il tettuccio. Questo particolare starebbe a significare che l’aviatore inglese alla guida dello Spitfire non ha avuto il tempo di lasciare l’abitacolo nella caduta, e che si trovi ancora al comando del velivolo. «É poco probabile però che la salma del pilota inglese sia integra. Dell’acqua potrebbe essere penetrata nell’ abitacolo, la tenuta stagna di sessant’anni fa non è certo quella odierna, o la pressione della massa d’acqua sovrastante potrebbe aver fatto implodere il corpo».

Non è stato possibile, data la casualità del ritrovamento, per i tre sub fare alcun filmato o fotografia al velivolo, potrebbe comunque essere possibile farlo nella prossima immersione, anche se l’attrezzatura idonea a certe profondità è molto costosa, dal momento che questo resta l’unico modo per dare testimonianza del ritrovamento. Infatti data la profondità dell’acqua in cui si trova lo Spitfire, ora come ora, è impensabile sia visitarlo con immersioni, sia, per le difficoltà logistiche ed economiche, riportarlo in superficie. Il lago così rischia di conservare ancora per lungo tempo nel proprio grembo il velivolo e il mistero che lo circonda. Ora, non solo questo libro, che ricordo pensato fra il 2014/2015, e pubblicato nel 2016, fu screditato lessi una intervista nella quale si leggeva che non poteva esserci un aereo di quelle dimensioni nel lago di Garda insinuando che lo scrittore, cioè io viveva troppo nella fantasia. Non mi riferisco allo Spitfire ma ovviamente al p-51 Mustang recuperato nel 2016 nel lago di Garda. Quindi non era Fantasia ma pura realtà; come per altro le innumerevoli bombe e gli arsenali di guerra ancora siti sui fondali con il veto di recupero. Moto navi, barche, auto e persino biciclette. Notizie abbastanza preoccupanti visto che il timore di presentare una bellezza turistica come una discarica portava a omettere quale era la realtà senza curarsi però del danno ambientale arrecato. Ora sui fondali non vi sono solo relitti ma, in base alle cronache da decenni sarebbe la casa di orribili mostri che nell’ottocento, in base anche ad un racconto di Grattarolo, avrebbero terrorizzato dei frati, a volte sono monaci, in base a chi racconta la leggenda, al punto di non entrare più# in acqua. Da quel momento nacque la leggenda del mostro del lago di Garda, mostri a due o a quattro gobbe, musi a forma di “V”, con schiene dure o solide alla vista tanto da sembrare delle tartarughe e sentirsi dire dagli esperti frasi del tipo

“Non siamo alle Galapagos freni la fantasia”.

Con gli anni non solo è scoppiata l’emergenza della invasione di tartarughe nel Garda ma fu avvistata una tartaruga a naso di porcello che, sotto gli occhi di tutti depositò le uova per poi ritornare pacifica nel lago. Ora il problema che questo tipo di tartaruga come vedremo più avanti era originaria dei mari tropicali Australiani. Anche se per ipotesi fu importata nel Garda come è possibile che sia riuscita a sopravvivere nelle sue acque? Ammesso e non concesso il miracolo dello spirito santo, doveva aver bisogno di un Maschio per poter depositare le uova. Sappiamo anche che in cattività gli esemplari possono giungere a misure e stazze superiori alle normalità del proprio ambiente. Ora, probabilmente rivelare la presenza delle tartarughe avrebbe distolto lo sguardo dal fatidico mostro che oggi è diventato un motivo di speculazione e fa guadagnare, a chi volontariamente vende una menzogna fior di quattrini ma anche qui ci arriveremo. Quindi cosa c’è realmente nel lago? Quale creatura poteva apparire come un drago a quattro gobbe?

Sperando vi sia piaciuto attendo i vostri commenti che, sapete sono importanti per capire il grado di soddisfazione di un pubblico e vi do appuntamento con il prossimo lavoro. Ora si prepara la traduzione in Tedesco. cercate una meta per una gita estiva? Il lago di Garda è ciò che stavate cercando.

finaldestination

Dopo un periodo di Buio, lavori editoriali non ben impostati e una grande sperimentazione cercando la perfezione di un qualcosa che cresca con chi lo segue è nata Final Destinazione. Tradotto la destinazione finale o punto di arrivo dove tutto converge. Non è la data che rende originale una notizia ma ciò che essa vuole realmente trasmettere.

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6 Responses

  1. Cristina Petrini ha detto:

    Amo il Lago di Garda con tutta me stessa, conserva dei ricordi di viaggio memorabili e credo che un romanzo che lo racconta riesca a trasmettere parte della sua magia!

  2. Lucy ha detto:

    Apprezzo sempre chi si mette in gioco e spero proprio che questa tua voglia di migliorare sia premiata
    Il libro sicuramente, mi sembra di capire dalla trama, che è davvero molto interessante quindi andrò a darci un’occhiata e lo consiglierò alle amiche

  3. Connie ha detto:

    Il lago di Garda è per me un posto magico! Merita davvero che sia protagonista di un libro e, perché no, di una serie di libri. Mi sembra una buona lettura per l’estate che sta arrivando!

  4. Roby ha detto:

    Sono di origini trentine e al Lago di Garda sono legati tantissimi ricordi della mia infanzia e non solo! Per me non è estate se non trascorro almeno un giorno sulle sponde del lago (che conosco solo dalle sponde venete e trentine in realtà….). Ammetto però che non conosco nessuna leggenda legata a questo luogo che tanto amo… devo assolutamente leggere il tuo libro!

    • finaldestination ha detto:

      Grazie per il suo commento in pratica è una storia lunga che svilupperò in molti libri. Purtroppo essendo un esordiente non sono il massimo come scrittore sono migliorato moltissimo ma ho ancora molta strada da fare almeno ora scrivo senza errori grammaticali. Il libro vuole rilanciare il Garda e dare una volta per tutte la risposta a un quesito che ha portato solo brutta reputazione non solo al lago ma anche a me che mi sono trovato strumentalizzato scrivendo un libro con delle informazioni che credevo reali e invece facendo ricerche e acquisendo esperienza si sono rivelate non esatte. Avevo deciso di abbandonare la carriera dello scrittore ma ora ritorno. Più in forma che mai. Certo Amazon fa schifo come piattaforma e non mi offre la qualità perfetta ma presto punto a portarlo ad un punto di perfezione:) https://www.amazon.it/mistero-della-perla-Lombarda-Garda-Benny-Francesco-Gnutti/dp/B0974SC6C7/ref=cm_cr_arp_d_product_top?ie=UTF8 Questo è il link Ripeto Amazon ha fatto un lavoro disastroso impaginandolo da scgifo più totale. Fra poco usciro su Youcan printa. Grazie ancora e buona giornata

  5. M.Claudia ha detto:

    Seguirò la tua crescita come scrittore. La tematica di questo libro mi sembra sia interessante che ben strutturata, un ottima lettura per questa estate.